Stanze interne raccoglie le pagine che nascono dalla mia esperienza: memoria, relazioni, solitudine, desiderio, corpo, età e cambiamento.
Non è un diario ordinato e non pretende di offrire risposte. È il luogo in cui provo a dare un nome alle cose mentre stanno ancora accadendo, anche quando il nome non è comodo.
La voce è in prima persona. Il materiale è personale. La scrittura, però, cerca sempre quel punto in cui un’esperienza individuale può diventare riconoscibile anche per qualcun altro.