MOREL’S CAPSULE · SMALL CODES
Il calzino
superstite
Quando tutto è nudo, perché lui è ancora lì?

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna accettare che una relazione non ha futuro.
Un calzino bucato è uno di questi.
Soprattutto se te ne accorgi quando ormai il resto dei vestiti è sul pavimento.
Camicia: via.
Pantaloni: via.
Mutande: via.
Dignità: ne parleremo domattina.
Calzini: ancora lì.
Già questo mi confonde.
Ma poi uno dei due ha anche un buco.
E improvvisamente non so più quale sia il comportamento corretto.
Prendo ago e filo?
Cerco un uovo da rammendo e trasformo l’incontro in un laboratorio di economia domestica?
Oppure, con quella discrezione che dovrebbe distinguere un gentiluomo, apro il mio cassetto e dico: “Questi sono per te.”
Naturalmente a quel punto nasce un altro problema.
Io porto calze lunghe. Vere. Quelle che arrivano sotto il ginocchio e che un tempo erano semplicemente chiamate calze da uomo, prima che qualcuno decidesse che otto centimetri di cotone intorno alla caviglia fossero sufficienti per affrontare la vita.
In Inghilterra trovarle è diventata quasi una ricerca archeologica.
Puoi trovare cinquecento tipi di trainer socks, ankle socks, invisible socks e probabilmente, se cerchi bene, calzini che comunicano con Alexa.
Ma una normale calza lunga?
Harrods.
Naturalmente.
Perché evidentemente, nel XXI secolo, coprire elegantemente un polpaccio è diventato un bene di lusso.
Eppure continuo a comprarle. Ho la mia piccola collezione: colori, fantasie, righe, qualche esemplare che probabilmente dovrebbe essere accompagnato da un certificato di buona condotta.
Perciò potrei offrirgliene un paio. Ma fino al ginocchio.
A quel punto temo che il ragazzo, già nudo e probabilmente ancora confuso dal fatto che io abbia notato il buco, possa pensare di essere entrato per fare sesso e ritrovarsi vestito per una battuta di caccia nel Gloucestershire.
Forse è troppo.
Forse la soluzione resta la più semplice.
Togli i calzini.
Fai una doccia.
E se c’è un buco, domani comprane un paio nuovo.
Non tutto merita di essere salvato.
Nemmeno le relazioni.
Figuriamoci un calzino.
Andrea Morel
